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Dieci sette

01/04/19

Padre e figlio sono sulla metropolitana e stanno tornando a casa.

PADRE: Come è andata oggi a scuola?

CLAUDIO: Tutto bene, nulla di speciale.

PADRE: Che materie avevi?

CLAUDIO: Fisica la prima ora, poi mate e due ore di lingua. 

PADRE: Sei uscito un’ora prima?

CLAUDIO: No, oggi è lunedì. É da sei mesi che il lunedì ho religione all’ultima ora papà.

PADRE: Oggi è lunedì, è vero, mi sembrava già un altro giorno…

CLAUDIO: Ma se lavori, come fai a confonderti?

PADRE: Alippi vi ha consegnato il compito di matematica?

CLAUDIO: Ah, il compito. Sì.

PADRE: E quindi? Come è andata?

CLAUDIO: Beh, non come mi aspettavo sai, ci sono state solo tre sufficienze su tutta la classe.

PADRE: E quindi? 

CLAUDIO: Non è andata…

PADRE: Come non è andata? Come ha fatto a non andare? Ti ricordo che sei tornato a casa convinto di avere fatto tutto giusto. Eri soddisfatto, no? Come si fa ad essere convinti ad avere fatto tutto giusto e poi a prendere insufficiente? Che poi, dai forza, quanto hai preso?

CLAUDIO: Il primo esercizio lo avevo fatto giusto. Poi il secondo non so cosa, c’erano un po’ di correzioni ma non capisco, ho sbagliato un segno e mi sembra che me lo abbia dato tutto sbagliato.

PADRE: E il terzo?

CLAUDIO: Beh, il terzo era quello che ti avevo detto non sapevo come fosse andato. 

PADRE: Zero punti?

CLAUDIO: Beh si insomma, non me l’ha dato molto giusto, era stra difficile. Ti chiedeva di trovare l’intersezione fra una parabola e un’ellisse ma non ti dava…

PADRE: Si va bene, ma io voglio sapere quanto hai preso, il resto è irrilevante.

CLAUDIO: Ma non è giusto, solo in tre hanno preso sufficiente…

PADRE: Prando quanto ha preso?

CLAUDIO: Quattro.

PADRE: L’esperimento “studiare a casa di Prando” direi che ha miseramente toppato.

CLAUDIO: Ma no, ma ti giuro che abbiamo studiato un sacco.

PADRE: Avete giocato alla Playstation. 

CLAUDIO: Non abbiamo giocato alla Playstation, ti giuro. Se vuoi ti faccio vedere i quaderni.

PADRE: Non ho bisogno di vedere i quaderni, io vedo i risultati.

CLAUDIO: Ma papà non è giusto, il compito era difficile e poi mi ha segnato tutti errori di calcolo, erano solo delle piccole distrazioni.

PADRE: Distrazioni… 

CLAUDIO: Alla prossima giuro che va meglio.

PADRE: Claudio spostati, fa passare la signora.

SIGNORA: Grazie, gentilissimo.

PADRE: Si figuri.

CLAUDIO: Non è giusto, io e Prando abbiamo studiato. Non capisci che solo in tre hanno preso sufficiente?

PADRE: Penso che fino alle vacanze di Pasqua niente Playstation.

CLAUDIO: Ma papà, ma non è giusto! Cosa c’entra poi la Playstation?

PADRE: Anche domenica hai buttato tre ore davanti allo schermo.

CLAUDIO: Vabbè, io non capisco.

PADRE: Hai presente Gianmaria? Il figlio di Paolo e della Betty.

CLAUDIO: Si, e quindi?

PADRE: Beh vedi, lui fa lo scientifico. E ne fa anche uno tosto: le lezioni sono tutte in inglese, e lui alle medie non ha neanche fatto inglese perché aveva una professoressa di quelle che si siedono dietro alla cattedra e non fanno niente.

CLAUDIO: I professori così non li hanno solo gli altri, li ho anche io.

PADRE: I tuoi li conosco, è tutta brava gente, non trovare balle per giustificarti. Comunque, c’è il figlio di Paolo che fa questo scientifico che è sicuramente molto più impegnativo della tua scuola e gli darà anche molte più possibilità in futuro, senza dubbio. Ecco, fanno degli orari impensabili, tipo che Gianmaria torna a casa alle 3 tutti i giorni, mica le quattro orette con religione alla fine eh. Sta a sentire, nonostante tutto ha voti molto più alti dei tuoi e poi al pomeriggio, tre volte a settimana fa anche pianoforte e nel weekend lo sport e poi studia, altroché le serate in discoteca e i rientri alle quattro di notte puzzando di alcol. Lui è uno che avrà futuro. Tu non vuoi avere futuro? 

CLAUDIO: Ma papà ma cosa c’entra tutto questo con la verifica di matematica?

PADRE: Come cosa c’entra? Io e tua madre siamo preoccupati Claudio. Tu non dimostri interesse per lo studio. Non sembri neanche più un minimo appassionato alla musica, lo sai che ci ho sempre tenuto a farti trovare spazio per imparare uno strumento. Non suoni più, non studi più, non fai nemmeno sport. Stai sempre lì attaccato a quello stupido joystick e poi mi vieni a dire che esci per studiare con Prando, ma chi ci crede che tu e Prando studiate, avrete strimpellato ai videogiochi tutto il pomeriggio… che figlio irresponsabile. Tu se continui così non avrai futuro, con i tempi che corrono chissà dove finisci a vivere.

CLAUDIO: Papà, Gianmaria è gay.

PADRE: Non credo proprio. E poi scusa, cosa importa, saranno affari della sua famiglia insomma. Comunque non ci credo, sarà solo timido con le ragazze. E poi beh, anche se fosse, insomma lui almeno dà tante soddisfazioni ai suoi genitori…

CLAUDIO: Papà, mercoledì vado da Marco a studiare italiano.

PADRE: Chi è Marco? 

CLAUDIO: Papà, basta fare finta di essere mentalmente aperto, tu non accetti un bel niente.

PADRE: Claudio, questa è un’accusa pesante, non azzardarti ad usare certi toni nei miei riguardi. Ti ho fatto una domanda, gradisco una risposta: chi è Marco?

CLAUDIO: Ti interessa tanto? Un altro mio compagno di classe…

PADRE: Un altro compagno di classe?

CLAUDIO: Si papà e allora, che c’è di male? Devo copiare gli appunti di italiano di quando avevo la febbre.

PADRE: E devi proprio andare a casa di questo tuo compagno? Scusa non puoi farti mandare le foto?

CLAUDIO: No papà, volevamo vederci, è un mio amico.

PADRE: Scusa ma che differenza fa? Di cosa parli con questo tuo “amico”, di cui per di più non ho mai nemmeno sentito il nome, quindi io non so…

CLAUDIO: Ti ho detto che dobbiamo studiare!


PADRE: No, mi hai detto che vai a copiare delle pagine della lezione di italiano che hai saltato. Ti può persino prestare il quaderno e puoi farlo tranquillo in camera, a casa, da solo.

CLAUDIO: Papà, io mercoledì vado da Marco.Vogliamo stare insieme.

PADRE Stare insieme? 

CLAUDIO Si insomma, studiare in compagnia volevo dire.

PADRE: Ha la ragazza questo tuo amico?

CLAUDIO: Cosa diamine c’entra avere la ragazza?

PADRE: Non so, chiedevo, non si può nemmeno più chiedere se uno ha la ragazza?

CLAUDIO: No. Non ha la ragazza.

PADRE: Mah… io e la mamma siamo molto preoccupati dal tuo atteggiamento. Mi stai stancando Claudio.

CLAUDIO: Papà mi dispiace.

PADRE: Muoviti, preparati ad uscire che la prossima fermata è la nostra. 

Un ragazzo nella carrozza sorride a Claudio, Claudio lo guarda, poi abbassa gli occhi, un po’ imbarazzato. Il padre vede tutto.

PADRE: Claudio, tu mercoledì non vai da Marco. Te lo dico io.

CLAUDIO: Ma papà, perché? Perché fai così?

PADRE: Discorso chiuso.

CLAUDIO: Non è giusto!

Claudio versa una lacrima triste, girato di nascosto, attento a non farsi vedere dal padre.

Le porte del vagone si aprono.

PADRE: Quanto hai preso? Dimmelo.

CLAUDIO: Tre.

PADRE: Per un mese, in punizione per un mese. Niente videogiochi o uscite con quei tuoi amici. Discorso chiuso. 

I due escono dalla carrozza.

Le porte si chiudono.

Beep.

La metro riparte.