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Dieci

11/02/19

Tre euro: tre euro e quindici centesimi, per l’esattezza, ossia la misera spesa che è valsa il mio acquisto scontato. Un uomo mi prende, mi veste col pane, mi riempie le budella di insalata e bacon e altre verdure poi, non ancora contento, di formaggio mi imbratta tutto, mi unge, mi sporca e mi bagna con una qualche salsa arancione. Sono al completo, vestito e imbellettato, truccato di ketchup, pronto per l’appuntamento più importante di tutti: l’eccitante accoppiamento coi succhi gastrici. Un altro ragazzo, maldestro mi inscatola e violentemente mi getta sul fondo umido di un sacchetto di carta marrone. Cado nel buio di un freddo zaino cubico, la claustrofobia mi assale e, inaspettatamente, il fattorino prende a muoversi. Vengo scosso a destra e sinistra, un po’ in alto, ora in basso. Che diamine sta succedendo? Così, per qualche minuto quel pedalare rapido del mio umile galoppino mi scompiglia e dentro di me tutto gira: non riesco più a trattenere l’insalatina e i cetrioli che fuori mi scivolano e finiscono per depositarsi sul fondo del cartone in cui sono stretto. Poi tutto quanto finalmente ha una fine: sono in consegna, mi tirano fuori da quella borsa fredda e priva di luce, vengo ceduto fra le mani del mio acquirente affamato. Aperta la scatola, è una ragazza, lì fuori, ad aspettarmi. Mi osserva, quasi insospettita sulla qualità che ho da offrirle. Gente, mettetevi nel mio pane, e se non le piacessi? Ride di me, sono costato meno di altri.

Adesso però tutto è pronto per il primo morso, e io sono eccitato. Ho paura. Ecco che spalanca la bocca e le soffici labbra mi abbracciano, contemporaneamente i denti affondano nella mia carne e mi strappano, un pezzo alla volta. É un dolce piacere affondare nel corpo di quella ragazza, una parte di me si lega alle gengive, una metà si riposa da parte, ancora in attesa di esser mangiata. Poi sono mescolato insieme alle patatine, salate e imbevute di salsa piccante. Un sorso di Coca trascina giù l’ultimo boccone di me, attraverso la gola stretta: l’estatica gioia mia assale, sconquassato da uno spasmo dello stomaco pieno. Sono valso tre euro, ora che tutto è finito mi sciolgo e, al caldo, il resto scompare. 

Drin! Drin!