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Due

27/01/2019

Un leone cammina per strada: un uomo lo ferma. 

“Chi sei?”

“Un leone, non vedi? Ho la criniera e il pelo. Posso ruggire e tutti mi temono. Come puoi tu, non riconoscermi?”

“Io…”

L’uomo provava un senso di imbarazzo, quasi avesse commesso un crimine dei più scandalosi a non riconoscere il re della Savana, che se ne andava a zonzo per la via. 

“É notte. Sai, col buio… ci vedo male, è da tempo che mi dico di prendere appuntamento, per una visita.”

Il felino sostava fiero sui binari del tram, resi umidi dalla leggera pioggia che rimbalzava sull’asfalto. 

“Tu, tu chi sei?”

“Io sono un uomo. Non mi riconosci? Sono il re del mondo: dicono in giro che la mia specie sia in grado di annientare l’intero pianeta premendo un pulsante.”

“So chi è l’uomo: ne rispetto il potere. So riconoscerti quale uno di loro. Ma tu, proprio tu, fra tutti gli esseri umani chi ti reputi di essere?”

L’uomo, alla domanda rimase impassibile. Non era pronto a porsi un tale interrogativo, men che meno a trovarne una valida risposta da riferire al leone. Fu colto dal panico, temendo l’autorevole giudizio dell’animale: poiché ogni leone è re della Savana, a differenza di ogni uomo che non è re del mondo. L’umanità può anche dominare sulla natura, ma il singolo individuo non è nessuno. Così l’uomo ebbe modo di sentirsi imbarazzato nuovamente. Indugiò, trasalì un attimo e poi rispose:

“Io sono la preda.” 

Venne divorato in un sol boccone. 

Pover uomo: vittima del del tempo già scaduto per questa breve e sciocca storia. 

Drin! Drin!