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Tventi

05/04/19

Questa storia ha inizio nei pressi di un distributore automatico. 

Pasquale ha inserito due monetine per prendersi la cena. Dopo aver digitato il tasto 20, selezionando un tramezzino farcito al tonno con salsa rosa, Pasquale aspetta che il cibo scenda: la molla gira, il pacchetto rimane bloccato. 

“Macchinetta del cazzo! Paola! Paola! Non scende la cena!”

Paola, la moglie, scende in salotto ad aiutare il marito.

“Che è successo questa volta?”

“Si è incastrato accidenti! Come al solito…”

“Pasquale, io sono stanca, tu non prendi le giuste precauzioni. Possibile che un uomo adulto non sappia ancora farci?”

“Paola ti prego, non mi lasciare!”

“Guarda: dovevi solo lubrificare il pistone… ecco la tua cena.”

Il panino scende nel cassetto erogatore. Pasquale si china, lo coglie, stappa una birra presa dal frigo e va a sedersi sul divano.

Qualcuno suona alla porta. 

“Vado io!”, grida Paola prontamente.

“Questo tramezzino puzza, deve essere marcio! Quello stronzo dell’uomo della macchinetta non ha fatto spesa. Figlio di…”

Paola si dirige alla porta.

“Chi è?”

“Sono io, Gerry”, risponde qualcuno da fuori.

Paola apre.

“Oh Gerry! Meno male che ci sei tu, con Pasquale non so più in che modo andare avanti!”

Gerry e Paola si scambiano un abbraccio affettuoso.

“Paola, chi è a quest’ora?”

“C’è Gerry, caro!”

“Gerry? Alle sette e mezza di sera?”

Pasquale accende la televisione, in onda è trasmesso un documentario che illustra le differenze tra Austria ed Australia.

Intanto, Paola e Gerry iniziano a baciarsi sul ciglio della porta.

“Oh Gerry… Gerry fa piano. No, non fermarti, non fermarti, continua!”

Pasquale nel mentre, annoiato cambia canale.

Improvvisamente, accade che Gerry si blocchi assumendo un’espressione attonita e con sguardo fisso, rivolto al muro che ha di fronte.

“Gerry! Gerry che succede? Gerry ti senti bene? Oh, no, no sta accadendo ancora, Gerry no!”

D’un tratto, Gerry inizia a ripetere una frase urlando.

“THE WALL!”

“THE WALL!”

“THE WALL!”

Anche Pasquale, innervosito alza la voce ed impreca.

“Paola! Chi è che disturba il mio programma preferito, urlando?”

“Pasquale, non è come pensi!”, risponde prontamente la moglie.

Pasquale, irritato dalla confusione si dirige di scatto sino alla porta.

“THE WALL!”

“THE WALL!”

Gerry continua ad urlare contro al muro.

“Mi dispiace Pasquale”, interviene Paola “deve essersi rotto un conduttore… penso sia il caso di chiamare un elettricista.”

“Cara, non pensi sarebbe meglio un’ambulanza?”

“Pasquale, i conduttori li hanno sempre riparati gli elettricisti.”

“Va bene, allora in tal caso conosco un paio di ragazze elettrizzanti, lascia che le chiami: Simona! Pamela! Salite!”

Due modelle in intimo escono dalla cantina e accorrono all’ingresso di casa. Le due donne, molto attraenti, ispezionano attentamente il paziente. 

“Signori, ci dispiace comunicarvi che il problema è abbastanza grave qui. Questa volta la prestazione vi costerà più del solito”, riferisce Pamela.

“Servizio completo?”, chiede Pasquale ammiccando.

“Ma certo, viene centocinquanta in tutto. La preghiamo di stendersi sul materasso e di rilassarsi, così noi iniziamo.”

Pasquale si reca in camera e si abbandona sul letto. Intanto, Simona e Pamela prestano servizio su Gerry, mettendo mano su di un componente elettrico difettoso.

“THE WALL!”

“THE…”

Il paziente è curato: senza altro aggiungere, Gerry annuncia l’inizio del telegiornale e poi va a sedersi dietro le quinte. Un ragazzo della troupe si complimenta con lui: “Gran bel lavoro oggi, signor Gerry!”

“Lavoro terminato!”, esclamano in coro Pamela e Simona, poi si svestono e corrono via. 

Pasquale si alza dal letto e torna in sala, sintonizzando il televisore sul telegiornale che è prossimo ad essere mandato in onda.

“Paola!”, grida lui “C’è il tg, muoviti!”

“Arrivo, caro!”

Paola e Pasquale si siedono insieme, vicini. Si prendono per mano, si guardano negli occhi e poi… e poi basta, tutto collassa nell’origine, lo spazio V di dimensione n=3 viene mappato in (0,0,0). Si scopre che Paola e Pasquale sono i vettori appartenenti al nucleo dell’applicazione lineare L, rappresentata dalla matrice A (m*n). Pertanto, sia V uno spazio vettoriale, allora il sottospazio vettoriale Ker(L) è uguale all’insieme composto dai vettori Paola e Pasquale, appartenenti a V, tali per cui L(Paola) = 0, L(Pasquale) = 0, dove 0 indica il vettore nullo. Inoltre, si ha che il vettore Distributore è autovalore dell’applicazione L, relativo all’autovettore Panino diverso da zero, appartenente allo spazio immagine Im(L). Questo si può facilmente dimostrare, osservando che L(Panino) = A*Panino = Distributore*Panino e accorgendosi che, per il teorema di nullità più rango, la dimensione dello spazio immagine è uguale ad uno (il che implica l’appartenenza alla base di autovettori di L, per il vettore costituente la base dello spazio immagine Im(L)). 

Tutto chiaro: avete capito, no?